Visualizzazioni totali

venerdì 8 novembre 2019

Background del Mago

 Waterdeep,  Mirtul  1369


Appena una decade è trascorsa dal peggior incubo nel quale sei caduto durante la tua ancor breve esistenza. I lunghi giorni e le interminabili notti passate nella minuscola cella del Sanatorio ti hanno logorato nel corpo e nello spirito.

Chiudendo gli occhi ti chiedi come possa essere iniziato tutto… Waterdeep, la Città degli Splendori, il Gioiello del Nord, non deve certamente la sua celebrità al distretto del porto, la zona in cui vivevi con il tuo Mentore Asphartas Galdorious.

A poche decine di metri dai cunicoli a ridosso dei moli c’è Vicolo del Salmone Speziato, quasi alla fine di questo una decrepita insegna reca la dicitura “Gli Alambicchi di Galdorious”. Da quando hai perso tutti i tuoi familiari a seguito dei tumulti scoppiati durante l’assalto di Iakhovas, la vecchia e scricchiolante bottega dell’Alchimista ha costituito sia la tua occupazione come suo apprendista, sia la tua dimora. Ritieni che il tempo trascorso ad affinare le arcane arti, alle quali ti sei da sempre sentito affine, ti porterà un giorno a combattere il fuoco con il fuoco e vendicare quindi tutti coloro che come te sono rimasti vittime della violenza di questo mondo.

Da qualche tempo uccisioni sempre più efferate si sono verificate fra i vicoli del fatiscente distretto del porto, generati non dalla consueta miseria e disperazione che accomuna la gran parte dei suoi abitatori, ma da qualcosa di più oscuro e misterioso…

Si parla di una Eresia catartica che sta prendendo sempre più rinomanza in alcuni scantinati e cunicoli sotterranei, lontano dagli occhi indiscreti delle sparute pattuglie della Guardia Cittadina. Il Culto del Dio Anfibio lo chiamano sussurrando, tutti gli adepti andrebbero progressivamente incontro alla follia, arrivando al sacrificio estremo nel nome della Grande Divinità del Profondo che emergerà dalle acque per reclamare le vite dei non credenti…

E così, oramai quasi nessuno percorre dopo il tramonto le viuzze a ridosso del vecchio porto, perché nell’oscurità di vicoli talmente angusti i cui tetti si lambiscono o nel silenzio dei vecchi edifici decadenti e abbandonati si dice che occhi di strani umanoidi anfibi osservino gli ignari passanti con oscuri e letali intenti. Di sicuro, durante la notte, il puzzo di pesce marcito diventa intollerabile e le luci dei piccoli santuari degli Dei benigni sembrano diventare vacue e prive di calore.

Sembrava essere una notte come molte altre quella in cui tu e il tuo Mentore siete stati destati da un secco e ripetuto battito sul massiccio e vetusto portone di legno di quercia al piano inferiore della bottega. Allarmato vista l’ora inconsueta per delle visite, hai sbirciato dalla piccola finestra socchiusa che dal tuo alloggio si affaccia proprio al di sopra dell’uscio. Con tua somma sorpresa hai constatato che un gruppo di persone era in attesa nel vicolo sottostante, le quattro più visibili erano munite di lanterna e si trovavano proprio dinnanzi al portone. La cotta d’arme verde, nera e con inserti dorati, le spade corte sguainate erano segni inequivocabili che si trattava di una pattuglia della Guardia Cittadina. Lo scricchiolio di una finestra vicina ha interrotto la tua osservazione, con un assonnato Asphartas che intimava alla pattuglia sottostante di attendere che scendeste prima di buttare giù la porta. Recandovi di sotto vi è bastata un’occhiata d’intesa per constatare che entrambi eravate ignari del motivo per il quale una pattuglia della Guardia Cittadina fosse da voi a quell’ora della notte, cosa assolutamente inconsueta.

Ancora riecheggia nella tua mente l’assurdo pronunciamento del Sergente non avete aperto la porta “vi dichiaro colpevoli di cospirare contro i Signori della Città e di essere adepti folli del Culto del Dio Anfibio, siamo qui per condurvi al Sanatorio di Vicolo degli Arpioni per farvi rinsavire e poter successivamente essere giudicati innanzi ad una Corte cittadina”. Non appena conclusa la frase, dall’ombra degli edifici di fronte sono emersi altre tre figure, questa volta in abiti civili: un vecchio umano mingherlino, dalla sparuta capigliatura biancastra e con una spessa lente poggiata sull’occhio destro e due imponenti mezz’orchi con lunghe braccia munite di legacci pronti ad immobilizzarvi. A quel punto in pochi istanti è successo di tutto; mentre riflettevi che sarebbe stato meglio proclamare la vostra innocenza con vigore senza opporre resistenza vista la presenza della Guardia Cittadina, i tuoi pensieri sono stati interrotti dal cantilenare di Asphartas che evidentemente aveva scelto una via diversa per “chiarire” la questione, ma mentre stavi per unirti a lui una fitta dolorosissima dalla base del collo ha avviluppato le tue membra e poi tutto è diventato buio.

E proprio il buio è stato da quel momento in poi il tuo principale compagno, oltre ai topi naturalmente. Le piccole celle del Sanatorio sono popolate da colonie di questi viscidi piccoli roditori, il cui squittire ti risultava a volte persino gradevole se confrontato con le disumane grida di altri “ospiti” della cupa magione.

Di quei miseri giorni ricordi solo il sogno o la visione, non sapresti dire di quale fra le due cose si sia trattato, che hai avuto improvvisamente e che per un lungo istante ha messo a tacere il cupo rimbombo nella tua mente delle disumane urla dei disperati alloggiati come te in quegli antri. Hai visto nitidamente nell’oscurità il volto di un uomo barbuto contorto in un angosciante urlo silenzioso, ti è sembrato di affondare nelle sue pupille dilatate nelle quali hai visto scene di rovina e distruzione: antichi colonnati creparsi e sbriciolarsi al suolo, soffitti intagliati di ampi saloni crollare e il bagliore di arcane esplosioni fiammeggiare nell’oscurità con scintille blu e bianche. Hai visto quindi una rampa di scale che conduceva nel buio più totale, poi una ragnatela di energia scintillante ha illuminato i gradoni di pietra. Un anello di ferro, con due minuscoli corni ricurvi l’uno verso l’altro, fluttuava nel cuore della ragnatela. Le mura e il soffitto hanno iniziato improvvisamente a scuotersi, polvere e pietre sono iniziate a cadere seppellendo te e concludendo la misteriosa visione.

E’ questo l’unico evento che ricordi al di fuori della cupa monotonia di quell’ infame ricovero nel quale il passare del tempo serve solo a prolungare l’agonia dello spirito dei disperati ivi ospitati.

La solitudine, la disperazione e le privazione di quei lunghi giorni ti hanno quasi portato più volte a toglierti la vita, cosa che probabilmente si aspetta chi abbia creato una simile struttura al fine magari di alleggerire il lavoro delle Corti cittadine e mantenere la “feccia del porto” al di fuori delle prigioni del Castello di Waterdeep. Ma il desiderio di arrivare un giorno a mettere le mani sull’ignoto committente che ha invischiato il tuo nome con il Culto arrivando a farti catturare, oltre ad un naturale istinto di sopravvivenza, ti ha permesso di andare avanti per lunghi e incalcolabili giorni fino a quando, in una notte come molte altre un incredibile incontro ha cambiato per sempre la tua esistenza.

Il tuo consueto stato di dormiveglia è stato interrotto dal rumore dal clangore metallico di qualcuno che armeggiava con i chiavistelli della tua piccola cella e questa volta non era per la consegna del consueto misero rancio assaltato dagli insetti. Accompagnata da due inservienti un’enigmatica quanto affascinane figura si è manifestata alla luce della piccola lanterna che uno dei due ha prontamente sistemato sul rozzo tavolaccio di fronte al tuo giaciglio. Con un cenno del capo la strana figura ha intimato agli inservienti di lasciarvi soli e solo a quel punto, quando si è avvicinata ulteriormente hai potuto studiarla meglio. Grattandoti la lunga barba piena di pulci ti sei chiesto cosa ci potesse fare una donna dall’aspetto così arcano di fronte in quel luogo; alta, carnagione di uno scuro dorato, capelli neri, occhi blu aveva un paio di evidenti caratteristiche che la rendevano unica. La prima era il fatto che non aveva l’occhio sinistro perché la cavità oculare era costituita da una arcana luce grigiastra, la seconda era la mano di pietra che fluttuava a pochi centimetri dal moncherino del polso e che andava a sostituire la mano vera e propria. L’altra mano impugnava un bastone di legno solcato da rune arcane. Incapace di formulare la minima parola hai ascoltato la singolare figura che avevi di fronte rivolgersi a te con le seguenti parole “mi chiamo Sarade Gedreghost, sono una Cercatrice Guardiana, puoi far comodo all’Organizzazione alla quale appartengo per questo pagherò per farti uscire da qui, preparati ad incontrare un nuovo significato nella tua esistenza…”. Incapace di reggere ulteriormente l’emozione per quell’incontro, il fardello dei lunghi giorni passati ha preso il sopravvento facendoti improvvisamente perdere i sensi.

Ti sei risvegliato in una confortevole stanza della Locanda dello Scudo Silente, nel distretto nord della città, accudito da una graziosa cameriera di nome Persia che ti ha detto che la tua salvatrice si sarebbe fatta rivedere in serata. Finalmente hai potuto ammirare una splendida mattinata di sole dalla finestra della tua stanza.

Verso ora di cena, finalmente rasato e pulito hai atteso in una saletta secondaria della locanda il ritorno della strana donna che ti ha salvato, pregando Persia di accompagnarla da te non appena fosse stata pronta per cenare. Dopo una lunga attesa sei stato finalmente raggiunto dalla misteriosa donna che si è immediatamente dichiarata sollevata per il fatto di vederti riposato e con un aspetto presentabile.  Sarade Gedreghost non ha voluto parlare molto di lei ne dell’organizzazione della quale ha dichiarato di far parte. Assaporando con lei il succulento stufato del locandiere e fra un sorso del delicato vino rosso e un morso al pane croccante hai ascoltato le parole della donna di fronte a te.

“Ti basti sapere che sono una Guardiana e una Cacciatrice e perseguo tutto ciò e tutti coloro che danneggiano o tentano di distruggere la Tessitura, la fonte stessa di tutte le arti arcane nel nostro mondo, per il momento non chiedere altro sul mio conto forse potrai sapere qualcosa di più in futuro. So tutto quello che mi occorre riguardo a te, soprattutto sono al corrente della visione che hai avuto in sogno alcune notti passate.

Il volto distorto che hai osservato è quello di Halaster Blackcloak, il misterioso Arcimago che si ritiene essere il padrone del leggendario sotterraneo di Undermountain, proprio qui al di sotto di Waterdeep. Come te anche molti altri usufruitori di arti arcane hanno avuto quella visione fra i quali io stessa. Ritengo che si tratti di una sorta di richiamo, qualcosa di poco chiaro è accaduto nell’ Undermountain e il terremoto che nella scorsa decade è stato avvertito in tutta la città dovrebbe aver a che fare con Halaster e il suo leggendario sotterraneo. Inoltre, l’oggetto rivelato nella visione potrebbe avere un valore inestimabile e non dovrà cadere in mani sbagliate. Ho bisogno di qualcuno che investighi il livello meno profondo di Undermountain, anche detto il Sotterraneo. Per questo ho scelto te e difficilmente mi sbaglio, hai un potenziale arcano che può svilupparsi e potrebbe portarti ad entrare nella Confraternita della quale faccio parte. Va ed esplora il Sotterraneo, ma bada a non avventurarti oltre, quello che celano i livelli più profondi di Undermountain è qualcosa che va al di là delle tue forze. Un mio contatto ti attenderà domani alla Locanda del Portale che Sbadiglia si chiama Dorgafal Shiverock ed è uno Gnomo delle Rocce, potrebbe avere con lui qualcuno che ti accompagnerà. Non appena potrai riporterai a me notizie su quanto avrai scoperto, continuerò ad alloggiare presso questa locanda in attesa del tuo ritorno.

Naturalmente intraprendendo questa esplorazione ti sdebiterai per il salvataggio e per il fatto che ho provveduto a sistemare quell’incresciosa faccenda per la quale sei stato catturato. A proposito, potrai continuare a percorrere le strade di Waterdeep da cittadino libero… so già quello che stai per chiedermi, ma non sono al corrente di chi ti abbia messo nei guai, sicuramente deve essere stato qualcuno che sa il fatto suo visto che neppure con i miei contatti in città sono riuscita ad apprendere la sua identità, sarà affar tuo scoprire di più a riguardo non prima naturalmente di investigare per me nel Sotterraneo, non è vero ? “

Ancorchè da adolescente hai sempre sognato di farlo sei alquanto turbato dal pensiero di percorrere i passaggi del leggendario Undermountain, ma la doverosa riconoscenza che hai per chi ti ha riportato alla vita non ti permette di rifiutare il compito appena assegnato. Inoltre sei incuriosito dal sapere qualcosa di più riguardo la Confraternita della quale fa parte Sarade, al momento sei solo e affiliarti presso qualche gruppo organizzato potrebbe farti comodo visto che a quanto pare in città hai degli ignoti nemici che potrebbero tornare a colpirti.

Concludi la cena condividendo con la Maga, dopo quello che hai ascoltato sei convinto infatti che Sarade sia senz’altro una fattucchiera, tutto quello che sai riguardo Undermountain. Nonostante venga da lontano, anche se non ti rivela da dove, a saperne di più è lei. Acquisisci alcune informazioni molto utili, sorseggiate nel concludere la cena un pregiato liquore importato da Luskan, e nel salutarvi le assicuri che la prossima volta sarai tu a pagare visto che ne avrai di pezzi d’oro da spendere dopo aver esplorato il Sotterraneo. Nel lasciarti ti rimangono impresse le sue ultime parole “fa attenzione a non percorrere quei sentieri che per le risorse che possiedi al momento non sono praticabili e vivrai più a lungo”.

Il giorno dopo ti dirigi verso la celeberrima Locanda del Portale che Sbadiglia nel distretto del Castello, due porte ad ovest della Taverna del Boccale Vuoto una delle quali è l’invitante soglia della Casa di Piacere di Madre Salinka.

La locanda è fatta di pietra con tetto a spiovente e piano superiore per le stanze degli ospiti. Le parole incise profondamente nell’insegna appesa tramite due robuste catenelle ad un palo nero al di sopra del portale d’ingresso recitano semplicemente “Locanda del Portale che Sbadiglia”.

All’interno il posto si presenta confortevole, assi di legno lucidato ricoprono il pavimento e le pareti con arazzi blu appesi ad intervalli regolari. La grande sala comune è dominata dal celebre grande pozzo che scende verso Undermountain. Tutto il mobilio è costituito da legno massiccio, l’illuminazione è prodotta da grandi candelieri circolari che pendono dal soffitto. L’uomo muscoloso dietro il bancone, intento a parlare con un avventore, deve sicuramente essere Durnan il Girovago. Il suo volto dalla mascella squadrata e dai glaciali occhi blu ispira competenza e maestria nell’arte del combattimento, si dice infatti che sia stato in gioventù un prode guerriero ritiratosi soltanto dopo aver solcato in lungo e largo i saloni degli innumerevoli livelli sotterranei di Undermountain del quale controlla attualmente la via d’accesso principale.

Inizi a dare un’occhiata in giro, individuare uno Gnomo delle Rocce nel salone non ancora molto affollato non dovrebbe essere molto complicato…

Nessun commento:

Posta un commento