I Viaggiatori dello Spazio (titolo originale: Starship Traveller) è stato pubblicato in Italia da EL ed è il terzo uscito nella celebre collana "Dimensione Avventura".
L'autore è l'inglese Steve Jackson (da non confondere con l'omonimo game designer americano), alle prese con una innovativa ambientazione fantascientifica nell'ambito di una collana a vocazione fantasy e che a giudizio di chi scrive non risulta così ispirato qui rispetto ad altre sue opere. Vediamo perché.
L'incipit della vicenda vi vede impersonare il capitano di una nave spaziale che, inghiottita da un buco nero, finirà in un universo parallelo dal quale dovrete far ritorno per salvare voi, nave ed equipaggio. Il tipo di fantascienza proposta è ispirata in maniera evidente a Star Trek, lo scenario proposto è infatti molto cosmopolita, ricco di interazioni con personaggi alieni e con la possibilità di utilizzare la transmaterializzazione per trasferirsi sui pianeti con ufficiali di bordo al seguito che sarà possibile scegliere volta per volta. Alcune interazione risulteranno particolarmente bizzarre, sarà possibile incontrare alieni lenti come gli ent di tolkeniana memoria a prendere decisioni nelle loro adunate, pianeti con alieni bambini che prendono le decisioni al posto degli anziani retrogradi o essere costretti a partecipare a competizioni sportive gladiatoriali al cospetto di minatori alieni in cerca di divertimento.
Lo stile della narrazione è molto asciutto e scorrevole, le descrizioni degli ambienti, dei personaggi e degli eventi sono sempre sommarie ed essenziali, probabilmente una scelta voluta dall'autore per rafforzare il senso di corsa contro il tempo della vicenda, ma il tutto mi ha dato più una impressione di approssimazione e la costante mancanza di caratterizzazione rende alla fine la narrazione davvero poco appassionante.
All'inizio dovremo tirare i punteggi di abilità e resistenza per noi e per altri sei membri dell'equipaggio che nel corso dell'avventura potrebbero morire ed essere rimpiazzati da sostituti non più utilizzabili per la discesa sui pianeti. Ugualmente anche la nostra nave dovrà avere dei punteggi da tirare per potenza di fuoco e protezione, poiché, sempre sullo stile di Star Trek, potremmo trovarci invischiati in scontri a fuoco con navi nemiche, almeno sulla carta...
Le premesse per ambientazione e trama sembrano dunque attrattive e il contesto fantascientifico rappresentava, specialmente a quei tempi, una novità particolarmente intrigante da adattare in un librogame.
La verità è che purtroppo questo titolo è gravato da diversi problemi che ne condizionano la fruibilità. Allo stile narrativo riguardo al quale mi sono già espresso, non giova neppure la parte grafica del prodotto che, ad eccezione della bella immagine in copertina, presenta disegni interni poco ispirati, molto abbozzati e in qualche caso anche fuori contesto.
L'autore è l'inglese Steve Jackson (da non confondere con l'omonimo game designer americano), alle prese con una innovativa ambientazione fantascientifica nell'ambito di una collana a vocazione fantasy e che a giudizio di chi scrive non risulta così ispirato qui rispetto ad altre sue opere. Vediamo perché.
L'incipit della vicenda vi vede impersonare il capitano di una nave spaziale che, inghiottita da un buco nero, finirà in un universo parallelo dal quale dovrete far ritorno per salvare voi, nave ed equipaggio. Il tipo di fantascienza proposta è ispirata in maniera evidente a Star Trek, lo scenario proposto è infatti molto cosmopolita, ricco di interazioni con personaggi alieni e con la possibilità di utilizzare la transmaterializzazione per trasferirsi sui pianeti con ufficiali di bordo al seguito che sarà possibile scegliere volta per volta. Alcune interazione risulteranno particolarmente bizzarre, sarà possibile incontrare alieni lenti come gli ent di tolkeniana memoria a prendere decisioni nelle loro adunate, pianeti con alieni bambini che prendono le decisioni al posto degli anziani retrogradi o essere costretti a partecipare a competizioni sportive gladiatoriali al cospetto di minatori alieni in cerca di divertimento.
Lo stile della narrazione è molto asciutto e scorrevole, le descrizioni degli ambienti, dei personaggi e degli eventi sono sempre sommarie ed essenziali, probabilmente una scelta voluta dall'autore per rafforzare il senso di corsa contro il tempo della vicenda, ma il tutto mi ha dato più una impressione di approssimazione e la costante mancanza di caratterizzazione rende alla fine la narrazione davvero poco appassionante.
All'inizio dovremo tirare i punteggi di abilità e resistenza per noi e per altri sei membri dell'equipaggio che nel corso dell'avventura potrebbero morire ed essere rimpiazzati da sostituti non più utilizzabili per la discesa sui pianeti. Ugualmente anche la nostra nave dovrà avere dei punteggi da tirare per potenza di fuoco e protezione, poiché, sempre sullo stile di Star Trek, potremmo trovarci invischiati in scontri a fuoco con navi nemiche, almeno sulla carta...
Le premesse per ambientazione e trama sembrano dunque attrattive e il contesto fantascientifico rappresentava, specialmente a quei tempi, una novità particolarmente intrigante da adattare in un librogame.
La verità è che purtroppo questo titolo è gravato da diversi problemi che ne condizionano la fruibilità. Allo stile narrativo riguardo al quale mi sono già espresso, non giova neppure la parte grafica del prodotto che, ad eccezione della bella immagine in copertina, presenta disegni interni poco ispirati, molto abbozzati e in qualche caso anche fuori contesto.
Il problema che risulta più gravoso è la giocabilità, minata da una difficoltà eccessiva costituita dalla scelta dell'autore di creare un'unica strada percorribile tra le molteplici opzioni per riuscire a concludere con successo l'epopea spaziale. Il problema non è dunque sopravvivere agli incontri, anche se non mancano bizzarri modi di morire per scelte sbagliate, ma il fatto che l'unico modo per vincere è ottenere, in due locazioni ben precise dell'universo parallelo, le coordinate del buco nero e la data stellare nella quale i due universi si congiungono. Il punto è che queste locazioni non sono passaggi obbligati e potremmo girovagare a lungo senza recarvici. Ma il sadismo dell'autore non finisce qui, altre coordinate e date stellari possono essere ottenute in diversi altri pianeti o stazioni stellari risultando però non corrette e condannandoci a vagare per sempre nel vuoto...
Arrivati ad un certo punto, per evitare l'ammutinamento da parte dell'equipaggio, dovremo necessariamente fornire coordinate e data stellare, in mancanza di queste o nel caso non fossero quelle corrette non riusciremo a tornare nel nostro universo di origine. Le combinazioni sono dunque molteplici viste le diverse fonti attendibili o meno che possono fornirci i dati ricercati, ma arrivare a quella giusta si rivela una questione del tutto casuale, non sono infatti riuscito a cogliere gli aspetti per i quali le fonti che alla fine si riveleranno attendibili avrebbero dovuto farsi preferire rispetto ad altre.
Alla fine dopo oltre dieci tentativi sono riuscito ad avere successo più per fortuna che per altro, visto che avevo scelto solo alcune delle combinazioni possibili scegliendo quella corretta. Oltretutto, una volta appresi i punti di contatto utili a seguito dei vari tentativi infruttuosi, sono riuscito a concludere la storia senza mai far ricorso ai dati ! Sarà dunque possibile evitare tout court i combattimenti fra personaggi e fra navi (credo di questi ce ne siano al massimo un paio fra i possibili) oltre che le prove di abilità, con buona pace dei numerosi tiri di dado iniziali per creare le statistiche di personaggi e nave. Anche questa, pur rappresentando una possibilità. è una scelta molto discutibile.
La difficoltà e l'architettura di questo librogame rendono dunque imprescindibile che il giocatore si doti (oltre che di molta, molta pazienza) di carta e penna non solo per compilare e modificare il foglio d'avventura iniziale, ma anche e soprattutto per annotare coordinate, date stellari e tracciare una mappa dei vari itinerari possibili nel cosmo e non solo. Ho infatti dovuto, con non poche difficoltà grafiche, tracciare una sorta di itinerario nel vuoto dimensionale nel quale si dovrà necessariamente incappare su uno dei due pianeti imprescindibili in quanto anche qui la via d'uscita o la possibile conclusione prematura erano dettate più dalla casualità che dalla logica.
In conclusione, le buone premesse iniziali di questo titolo verranno ben presto disattese a causa della estrema frustrazione nella quale piomberà il coraggioso giocatore che vorrà concluderlo, visti gli innumerevoli e alla lunga tediosi tentativi a cui dovrà sottoporsi per riuscirci.
Arrivati ad un certo punto, per evitare l'ammutinamento da parte dell'equipaggio, dovremo necessariamente fornire coordinate e data stellare, in mancanza di queste o nel caso non fossero quelle corrette non riusciremo a tornare nel nostro universo di origine. Le combinazioni sono dunque molteplici viste le diverse fonti attendibili o meno che possono fornirci i dati ricercati, ma arrivare a quella giusta si rivela una questione del tutto casuale, non sono infatti riuscito a cogliere gli aspetti per i quali le fonti che alla fine si riveleranno attendibili avrebbero dovuto farsi preferire rispetto ad altre.
Alla fine dopo oltre dieci tentativi sono riuscito ad avere successo più per fortuna che per altro, visto che avevo scelto solo alcune delle combinazioni possibili scegliendo quella corretta. Oltretutto, una volta appresi i punti di contatto utili a seguito dei vari tentativi infruttuosi, sono riuscito a concludere la storia senza mai far ricorso ai dati ! Sarà dunque possibile evitare tout court i combattimenti fra personaggi e fra navi (credo di questi ce ne siano al massimo un paio fra i possibili) oltre che le prove di abilità, con buona pace dei numerosi tiri di dado iniziali per creare le statistiche di personaggi e nave. Anche questa, pur rappresentando una possibilità. è una scelta molto discutibile.
La difficoltà e l'architettura di questo librogame rendono dunque imprescindibile che il giocatore si doti (oltre che di molta, molta pazienza) di carta e penna non solo per compilare e modificare il foglio d'avventura iniziale, ma anche e soprattutto per annotare coordinate, date stellari e tracciare una mappa dei vari itinerari possibili nel cosmo e non solo. Ho infatti dovuto, con non poche difficoltà grafiche, tracciare una sorta di itinerario nel vuoto dimensionale nel quale si dovrà necessariamente incappare su uno dei due pianeti imprescindibili in quanto anche qui la via d'uscita o la possibile conclusione prematura erano dettate più dalla casualità che dalla logica.
In conclusione, le buone premesse iniziali di questo titolo verranno ben presto disattese a causa della estrema frustrazione nella quale piomberà il coraggioso giocatore che vorrà concluderlo, visti gli innumerevoli e alla lunga tediosi tentativi a cui dovrà sottoporsi per riuscirci.
Grafica 🌟
Ambientazione 🌟🌟🌟
Trama 🌟🌟
Realizzazione 🌟
Globale 🌟🌟
Ambientazione 🌟🌟🌟
Trama 🌟🌟
Realizzazione 🌟
Globale 🌟🌟